Come scegliere una stufa

Per scegliere una stufa è necessario prendere in considerazione diversi fattori, come il punto della stanza in cui verrà installata, la fonte di energia, lo stile e il materiale di costruzione del dispositivo. Sicure, facili da usare e dal basso consumo energetico, le stufe vengono usate principalmente come dispositivi di riscaldamento secondario. Nonostante siano capaci di generare notevoli quantità di calore, trovano impiego principalmente per riscaldare una stanza piuttosto che un’intera abitazione.

Sul mercato troverete un’ampia gamma di modelli, che in questa guida raggruppiamo in base a diversi criteri e, in primo luogo, in base al tipo di alimentazione.

 

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  • Quale fonte di alimentazione scegliere?

    L’efficacia di una stufa dipenderà dalla sua potenza, dal punto in cui verrà installata, dal volume dell’ambiente da riscaldare e dall’isolamento termico della casa o dell’appartamento in questione.

    Esistono diversi tipi di stufe, tra cui quelle alimentate a combustibile. Le stufe hanno peraltro prestazioni diverse a seconda della fonte di energia che sfruttano (carbone, gas, legna, pellet, ecc.). Le stufe a gas ed elettriche, ad esempio, pur essendo molto facili da usare, non offrono lo stesso comfort termico dei modelli a legna. Il calore generato che è una stufa è capace di generare con una determinata quantità di carburante viene espresso tramite una percentuale detta “percentuale di rendimento termico”.

    Stufa a legna della marca Focus

    Stufa a legna: è la stufa per eccellenza e viene alimentata con ceppi di legno. Il costo della legna è due volte inferiore a quello dell’elettricità. La legna da ardere, di conseguenza, è la fonte di energia più economica. Inoltre, può essere considerata una fonte di energia rinnovabile perché nuovi alberi possono essere piantati continuamente per produrre altra legna. Le essenze dure, come ad esempio la quercia e il faggio, hanno una combustione lenta e regolare, mentre i legni teneri, come il pino, la sequoia, il frassino, la betulla e il ciliegio, hanno una combustione istantanea che permette di aumentare rapidamente la temperatura di una stanza.

    • Può raggiungere un rendimento termico dell’85%
    • Biocarburante: ecologico e rinnovabile

    Stufa a pellet della marca MCZ

    Stufa a pellet: per molti versi simili alle stufe precedentemente trattate, bruciano il legno sotto forma di pellet. Le stufe a pellet sono dotate di un sistema di approvvigionamento automatico del combustibile che permette loro di funzionare in totale autonomia per un periodo di tempo che può andare da 1 a 4 giorni. Inoltre, consentono di regolare l’emissione di calore in funzione delle proprie esigenze, richiedono poca manutenzione e sporcano molto poco. È opportuno ricordare che il pellet va conservato in un ambiente chiuso, al riparo dall’umidità.

    • Può raggiungere un rendimento termico dell’80%.
    • Biocarburante: ecologico e rinnovabile.

    Stufa multicombustibile della marca EDILKAMIN

    Stufa multicombustibile: è in grado di produrre calore dalla combustione di più materiali, principalmente la legna da ardere e i pellet. La legna viene usata spesso durante il giorno perché produce calore più rapidamente ed ha un maggior rendimento termico, mentre il pellet viene usato soprattutto di notte per generare un calore omogeneo e costante. Alcuni modelli sono in grado di passare automaticamente da un combustibile all’altro e di continuare a funzionare durante il passaggio da una modalità di alimentazione all’altra. Le stufe multicombustibile che usano energia elettrica per bruciare i pellet potranno passare in modalità di alimentazione a legna qualora si verifichi un’interruzione di corrente. L’alimentazione di questi modelli offre un’autonomia che, grazie ad un serbatoio che dosa i pellet, può raggiungere le 70 ore.

    • Può raggiungere un rendimento termico del 90%.
    • Biocarburante: ecologico e rinnovabile.

    Stufa elettrica della marca Sentiotec

    Stufa elettrica : deve essere collegata ad una presa elettrica ed ha il vantaggio di generare calore immediatamente, ossia fin dall’accensione. Alcuni modelli possono essere azionati usando un telecomando. La potenza delle stufe elettriche viene espressa in watt: maggiore è la potenza della stufa, più la stufa riscalderà rapidamente ed efficacemente, ma maggiore sarà il suo consumo. Pur essendo molto efficace, la stufa elettrica genera meno calore di un vero e proprio camino, rispetto al quale è anche meno interessante dal punto di vista estetico. Rappresenta tuttavia un’ottima soluzione come riscaldamento secondario o qualora non sia necessario generare molto calore.

    • Coefficiente di rendimento termico del 100%.
    • Soluzione di riscaldamento per ambienti circoscritti.

    Stufa a gas della marca Piazzetta

    Stufa a gas: contrariamente ad altri modelli, funziona interamente senza elettricità. Le stufe a gas naturale sono nella maggior parte dei casi collegate ad una rete di distribuzione, mentre quelle a propano devono essere alimentate con apposite bombole, che dovranno essere ricaricate regolarmente. Le stufe a gas possono servire anche come sistema di riscaldamento principale.

    • La loro potenza (espressa in kW) è compresa tra i 9 e i 15 KW.
      • Una potenza di 9,2 kW può riscaldare un volume compreso tra 253 e 690 metri cubi.
      • Una potenza di 12,1 kW può riscaldare un volume compreso tra 333 e 908 metri cubi.
      • Una potenza di 12,6 kW può riscaldare un volume compreso tra 347 e 945 metri cubi.
      • Una potenza di 14,7 kW può riscaldare un volume compreso tra 404 e 1.100 metri cubi.

    Stufa a carbone della marca Harman Stoves

    Stufa a carbone: genera calore attraversa la combustione di legna o di carbone. È composta da una specie di tramoggia, ossia una sorta di imbuto rimovibile che permette di caricare facilmente il carbone, e da uno sportello frontale e/o laterale che permette invece ad introdurre i ceppi di legna. Poiché il carbone genera più calore della legna e brucia meno lentamente, in caso di temperature particolarmente basse è consigliabile utilizzare il carbone invece della legna. Ricordiamo inoltre che, con una tramoggia piena, alcuni modelli potranno continuare a generare calore per più di 24 ore.  È opportuno notare, tuttavia, che la legna è un materiale combustibile meno inquinante del carbone. Ricordiamo anche che l’intossicazione da monossido di carbonio è uno dei principali rischi legati all’uso delle stufe a carbone, rischio che tuttavia non concerne esclusivamente questo tipo di stufe. Vi consigliamo quindi di installare un rilevatore di monossido di carbonio nell’ambiente in cui è installata la stufa in questione e di accertarvi che il contenitore di stoccaggio del carbone sia chiuso bene, in maniera da non lasciare fuoriuscire le polveri di carbone.

    • Può raggiungere un rendimento termico dell’85%.
    • Più di 24 ore di combustione.

    Stufa al bioetanolo della marca GlammFire

    Stufa al bioetanolo: il bioetanolo è un biocarburante altamente infiammabile, prodotto principalmente a partire da barbabietole o cereali, che viene utilizzato con sempre maggior frequenza. Trattandosi di un carburante, viene immagazzinato in bombole che, per ragioni di sicurezza, andranno tenute lontano dalla stufa. Le stufe a bioetanolo rappresentano una soluzione di riscaldamento rapida ed ecologica. La loro installazione è semplice perché non vi è la necessità di collegare la stufa a un condotto di evacuazione né è necessario installarla in un punto preciso della stanza. Inoltre, richiedono meno manutenzione perché non producono né ceneri né fuliggine. Per quanto riguarda la loro sicurezza, sebbene generino quantità decisamene basse di monossido di carbonio, vi consigliamo di aerare l’ambiente in cui sono installate. Queste stufe, inoltre, possono essere fisse o mobili e devono essere dotate di un sistema d’arresto d’urgenza che scatti qualora la stufa cada. Avendo una scarsa capacità di riscaldamento, questi modelli vengono usati quasi esclusivamente come sistemi di riscaldamento secondario. Dal punto di vista estetico, creano una bella atmosfera perché il loro braciere è animato da vere e proprie fiamme e ricorda  il braciere dei caminetti. Il costo del bioetanolo, tuttavia, è ancora elevato e può raggiungere i 2 euro al litro.

    • Nessuna emissione di fumo e moderate emissioni di CO2.

    Stufa a olio della marca Nestor Martin

    Stufa a petrolio: chiamata anche “stufa ad olio” è un dispositivo di riscaldamento capace di riscaldare una stanza dalla superficie di 50 m².e rappresenta quindi una soluzione di riscaldamento efficace. Le stufe a petrolio monocombustibili bruciano in un primo tempo il diossido d’azoto e diffondono calore al 70% per irraggiamento e al 30% per convezione. I modelli a doppia combustione, come suggerisce il loro nome, sono dotati invece di una seconda camera di combustione. Questa tecnologia offre un rendimento termico migliore e comporta una minore emissione di particelle tossiche. Le stufe a petrolio a doppia combustione bruciano principalmente il monossido di carbonio e diffondono calore al 30% per irraggiamento e al 70% per convezione.

    • Qualora optiate per un modello ad olio, sarà opportuno tenere a mente che la potenza necessaria per raggiungere una temperatura accettabile è di 100 W per m² o 0,04 kW per m³.
      • Una stufa a petrolio con una potenza di 3.000 W, ossia 3 kW, ad esempio, è in grado di riscaldare un ambiente con una superficie fino a 30 m².
    • La potenza di queste stufe va da 0,8 kW a 3 kW per i modelli più piccoli e da 1,5 kW a 5,5 kW per quelli più grandi.

    Stufa a nafta della marca Nestor Martin

    Stufa a nafta: la nafta è un combustibile molto simile al gasolio usato dalle automobili con motore diesel e, così come il gasolio, è un sottoprodotto dell’industria petrolchimica. Realizzate in acciaio e in ghisa, le stufe a nafta sono dotate di un bruciatore che avvia la combustione del carburante. Questi modelli generano e diffondono rapidamente il calore, sono in grado di riscaldare ambienti di grandi dimensioni e la loro installazione richiede un collegamento ad un condotto di evacuazione. Poiché comportano un rischio di intossicazione da monossido di carbonio, sarà opportuno installare un rilevatore di monossido di carbonio là dove sia presente una di queste stufe. I bidoni di nafta, inoltre, rappresentano un pericolo e dovranno essere conservati in un’altra stanza.

    • Le stufe a nafta di vecchia generazione sono da evitare in quanto meno sicure e meno efficaci.
    • Coefficiente di rendimento termico fino all’86%.

    Stufa a biomassa della marca ZANTIA

    Stufa a biomassa: la biomassa è composta da elementi vegetali come foglie, paglia, noccioli di ciliegia, gusci di noci, ecc. Si tratta di una fonte inesauribile di energia di tipo organico, peraltro molto meno inquinante rispetto ai carburanti fossili, come il carbone, l’olio e il gas.

    • Carburante ecologico e rinnovabile.
  • In che materiali sono fabbricate le stufe e quale materiale scegliere?

    Che siano in acciaio, ghisa o ceramica, le varie stufe offrono prestazioni piuttosto simili tra loro, sia in termini di capacità di riscaldamento che di autonomia e di durata di vita. Le differenze, in effetti, sono soprattutto di tipo estetico. I modelli in pietra ollare e in mattoni refrattari, tuttavia, si distinguono per la loro efficacia in quanto accumulano il calore e lo diffondono in seguito in maniera graduale.

    Per quanto riguarda le stufe in acciaio, i modelli proposti oggi sul mercato offrono prestazioni di migliore qualità rispetto al passato. Altrettanto solide di quelle in ghisa, sono tuttavia soggette a deformazione in caso di surriscaldamento. Ricordiamo inoltre che, se da un lato le stufe in ghisa riscaldano meno rapidamente una stanza, dall’altro continuano a diffondere calore più a lungo anche dopo essere state spente.

    Esistono inoltre modelli rivestiti in materiali che conservano a lungo il calore, come ad esempio la steatite,  ma anche che tali materiali incidono sul costo d’acquisto dell’apparecchio.

    Esistono poi le stufe ad accumulo, che si distinguono per avere prestazioni ancora più avanzate. Pesanti, voluminose e piuttosto costose, garantiscono tuttavia un riscaldamento di ottima qualità. Realizzate generalmente in steatite, in ceramica oppure in ceramica e pietra, diffondono calore quasi esclusivamente per irraggiamento e per non meno di 12 ore. Ricordiamo a questo proposito che l’irraggiamento è il tipo di trasmissione di calore ideale.

  • Qual è il punto di installazione ideale di una stufa?

    Il punto di installazione della stufa dovrà essere scelto in primo luogo tenendo conto delle condizioni di sicurezza che è necessario rispettare. Alcune stanze, come la cucina e il soggiorno, sono generalmente dotate di un condotto di evacuazione, che è la condizione sine qua non per potere utilizzare la maggior parte delle stufe in condizioni di sicurezza. Sarà inoltre necessario rispettare la distanza di sicurezza indicata dal manuale tecnico (distanza tra stufa e materiali infiammabili) e accertarsi che non vi siano ostacoli che possano impedire o rallentare un’evacuazione della stanza in caso di pericolo. Nella maggior parte dei casi la distanza di sicurezza di cui sopra si aggira intorno a 1,20 m. Questa distanza, tuttavia, può essere ridotta qualora vengano installate delle pareti non infiammabili intorno alla stufa. All’esterno, inoltre, la canna fumaria dovrà superare di almeno 40 cm la linea di colmo se il tetto è inclinato e di 1,20 m se il tetto è piatto.

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